Dopo l’autosospensione del servizio da parte di Wikipedia, la chiusura di Megavideo e Megaupload da parte del Governo Americano, a cui il gruppo di difesa della rete Anonymous ha risposto mandando in down il sito dell’FBI pochi giorni fa, sono scesi in campo addirittura i colossi Google, Facebook, Yahoo e Twitter minacciando di abbassare il sipario (seppur momentaneamente). Domani, lunedì 23 gennaio 2012, infatti, era stato proclamato da parte dei grandi colossi del web uno sciopero totale della durata di 24 ore, come protesta anti SOPA e anti PIPA.
Lo sciopero, che in rete è già stato intitolato il Sopa Strike, mirava a contrastare il progetto di legge SOPA (Stop Online Piracy Act), testo attraverso il quale il governo americano cerca di tutelare gli interessi economici legati alla proprietà intellettuale delle case di produzione discografica e cinematografica. L’obiettivo del SOPA sarebbe quello di censurare i siti che ospitano contenuti accusati di violare il diritto d’autore. Secondo tale progetto a subire le conseguenze della violazione non sarebbe solo il responsabile diretto dell’infrazione (l’utente che carica i contenuti), ma anche il proprietario del dominio dei siti che ospitano i contenuti incriminati.
Sebbene tale intervento sia finalizzato a segnare la fine dell’era della pirateria negli USA, in realtà si rischiano profonde ripercussioni in tutto il mondo, con disagi pratici ed economici nemmeno calcolabili.
Fortunatamente sembra sia bastata l’ipotesi di uno sciopero digitale da parte dei sopracitati Google, Yahoo, Facebook e Twitter per convincere le autorità americane a rimandare tale progetto a data da destinarsi. Sembra infatti che le leggi siano state fermate dagli stessi promotori e che difficilmente l’iter possa essere riavviato nel breve periodo.
Ciao a tutti! E’ da un po’ che latitiamo sul nostro blog e per farci perdonare, senza perderci in inutili scuse, abbiamo deciso di condividere con voi una splendida iniziativa on-line che potrebbe farvi vincere un bel regalo per il vostro Natale! Jimdo, una delle piattaforme cms che permettono di realizzare siti anche senza approfondite nozioni di html, ha inaugurato proprio oggi sul suo blog un simpatico calendario dell’avvento.
Ogni giorno sarà presente un nuovo post relativo al regalo in palio e basterà commentare l’articolo o twittarlo per partecipare all’estrazione dello stesso.
Noi abbiamo già partecipato e voi cosa aspettate?
Sony Ericsson ha appena lanciato un interessante concorso che vedrà protagonisti i videomaker. Si tratta del MobileFestival, destinato a chi vuole sperimentare l’uso del cellulare per le riprese di cortometraggi e/o videoclip musicali.
Durante la chiusura del Festival dei cortometraggi del Circuito Off, è stato lanciato il progetto, che vedrà la partecipazione degli utenti di Userfarm abituati a mettersi in gioco con il linguaggio video. Ma non solo: il concorso prende il via oggi ed è destinato a chiunque voglia cimentarsi con l’uso sperimentale del cellulare come nuovo mezzo per la realizzazione di video professionali. Non fanno eccezione registi affermati come Alberto D’Onofrio, autore di importanti documentari, che è uno dei testimonial del progetto: suo il video “io e lei”, presentato al chiostro San Nicola durante la serata di chiusura dell’Off.
Ciak si gira!
Spettacolare applicazione di Facebook promossa da Intel; grazie ad un’idea che si fonde con il massimo dell’espressione umana - l’io - i creativi di questa forma non convenzionale di advertising fanno leva sulla capacità emotiva che il racconto personale può suscitare.
Un museo che raccoglie la propria storia, i propri like, i video preferiti nel corso di un’intera vita sociale: ogni stanza del museo si riempie di immagini ed esperienze personali. Da provare, se non siete tra coloro che hanno già realizzato il proprio museo personale.
L’io, la memoria personale, la vita sociale e la spettacolarizzazione in un’unica applicazione: la viralità ne è solo una conseguenza.
Ormai è pressoché impensabile diffondere una notizia senza fare ricorso al web, ed in particolare ai social network. Lo sanno bene quelli di Greenpeace, che hanno realizzato un video con tutte le carte in regola per diventare virale, pubblicandolo su YouTube.
Il risultato? Quasi 11000 visualizzazioni in meno di due giorni!
Da brava milanese e nonostante il blocco del traffico, ho celebrato questa domenica con l’immancabile aperitivo. L’anima estetico/geek mi ha però spinto ad un happy hour un po’ meno “di costume” e un po’ più d’essai: la proiezione sui muri di Triennale Bovisa, ammirabile dalle ampie vetrate del Bistrot, di quattro siti web realizzati da Angelo Plessas.
Documentata sull’estetica dell’autore italo-greco, scopro che considera i suoi siti web “come dei monumenti perché tantissima gente li ha visitati girando in rete”, poiché “mettere un monumento in una piazza e pubblicare un’animazione in flash in rete è esattamente la stessa cosa”, sono “entrambe sculture pubbliche.”
L’idea di base è 1) registrare un dominio “parlante”, ovvero il cui url sia già portatore di significato; 2) pubblicare un’animazione in flash che sia in qualche modo legata con il significato del dominio che la ospita e che, spesso, permetta un’interazione da parte degli utenti. Il resto dovrebbe venire da sé. E dovrebbe, almeno secondo quanto lascia trapelare Plessas, diventare spunto di riflessione su quanto tutto, in fin dei conti, possa essere considerato sia reale che virtuale.
Personalmente posso dire che i suoi siti hanno risvegliato in me un’altra questione mai risposta (n.d.a. arrivo da una Laurea in Filosofia Estetica): quale sia il discrimine tra ciò che è arte e ciò che non lo è.
Potevo scrivere un post sulla Notte dei Pubblivori che quest’anno era in tema ridens per festeggiare i 30 anni (tra l’altro, grazie per il mio ingresso gratuito in quanto almost 30), avrei potuto anche trovare qualche video e pubblicarlo (ma per questo c’è il post di un paio d’anni fa e vi assicuro che non ci sono state clamorose o straordinarie novità), avrei potuto ringraziare gli sponsor (no, quest’anno non ho vinto nulla..posso solo dire che Fiat aveva piazzato una Panda cingolata nella piazza dell’Arcimboldi, forse perchè è “l’auto ufficiale per fare quello che vuoi” e che ho assaggiato bizzarri cioccolatini alla zucca), forse avrei potuto parlare di una nottata intera di spot (ma alle 2 era già tutto finito, e io che mi aspettavo di fare l’alba come nelle migliori tradizioni…). E quindi? Quindi vi regalo una chicca e vi invito a guardare questo video fake di Hutzee Two-Ohi e fate felici i vostri amici!
Donne alla ricerca di occasioni per creare relazioni professionali e condividere progetti imprenditoriali che si incontrano per una giornata di networking strutturata con workshop di tipo operativo: questo è Capturing Creativity, un format ideato da Anna Persson, una svedese oramai completamente inserita nella rete delle donne imprenditrici milanesi e non. Un’intera giornata negli spazi di Kinnarps, show-room di arredamento per ufficio dal raffinato design e dall’ergonomia tipicamente nordica; un’intera giornata dedicata all’incontro che si fa azione, creatività, condivisione, scambio, coaching.. Noi webangels di CreActive Four abbiamo tenuto un workshop dedicato al social media marketing, con un occhio di riguardo alle applicazioni di Linkedin come strumento per il professional networking. Il concetto di networking si è trasformato in pratiche reali per passare rapidamente dall’idea all’azione. Per renderci protagoniste della costruzione di una rete di contatti reali, siamo state guidate da un facilitatore d’eccezione, Sergio Zava, che ha materializzato la rete attraverso l’applicazione della creatività nel suo aspetto più ludico.
Donne, imprenditrici, networking… non potevamo mancare!
Le immagini di Capturing Creativity.