Quando studiavo Malinowski e le forme di scambio cerimoniale delle isole Trobriand sui libri di antropologia economica, non pensavo che avrei assistito ad un incontro chiamato social money. Ormai il termine social attraversa il nostro linguaggio e i nostri comportamenti; ed è un concetto che sta trovando applicazioni concrete in vari campi, compresa l’economia. Ecco perché mi sono appassionata all’incontro a The Hub, un luogo davvero meraviglioso “per chi vuole cambiare il mondo”. Posso darvi le mie impressioni solo su due dei tre interventi: purtroppo mi sono persa lo speech di presentazione di Blomming (mi dispiace davvero, Alberto). Ma la serata è stata comunque ricca di spunti: Paolo Rossi ci ha descritto le dinamiche della rete GAS (i gruppi di acquisto solidali) che arrivano a muovere ogni anno un’economia pari a quasi 100 milioni di euro. E poi la presentazione di Prestiamoci, un progetto di finanziamento innovativo. L’aspetto più interessante è che nel processo economico viene coinvolta anche una valutazione collettiva sulla reputazione sia dei prestatori che di coloro che presentano un progetto: gli elementi centrali sono la fiducia, la condivisione e l’appartenenza ad una comunità di prestiti tra persone. Mi sento davvero come Bronislaw quando scoprì che il sistema di scambio simbolico di doni legava le isole Trobriand era fortemente legato allo sviluppo e al mantenimento della fiducia, grazie all’attivazione di determinate forme di solidarietà sociali. (Argonauti del pacifico occidentale - 1922).
Sono convinta che ci fosse stata Internet, si sarebbe occupato di interpretare il social..
Tags: antropologia, milano, social, the hub
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Questo è l’incipit dell’incontro di formazione con Sean Carlos di Antezeta all’ultimo aperitivo di AISM prima della pausa estiva, citando il tweet di un dipendente di Google. La sala è folta e, proprio con la stessa curiosità degli adolescenti, siamo in molti a voler scoprire qualcosa di più su Twitter: la domanda di Sean è infatti “‘E’ tutto oro quello che luccica?”. Tra le varie funzioni di Twitter, guardiamo insieme anche i vari strumenti che ne facilitano l’uso, come Tweet Deck disponibile per desktop, Iphone e Ipad, ottimo per distribuire su liste diverse i nostri contatti. Stiamo parlando di un canale, Twitter, su cui ogni giorno vengono compiute 6 milioni di ricerche: una cifra imponente, seconda soltanto all’imperatore dei motori di ricerca Google. Un altro dato interessante riguarda l’uso da mobile in Italia: per quanto sia ancora bloccato dai gruppi di TLC l’utilizzo libero dal cellulare come testo di un SMS, il 37 % degli utenti tweetta dal proprio cellulare. Tra i migliori esempi di utilizzo, chi cura già un profilo (aziendale o personale) sa come sia diventato uno strumento di divulgazione dei contenuti delle conferenze, grazie all’uso di # seguito dal codice dell’evento specifico ma ho una domanda: c’è stato qualcuno che ha tweettato l’incontro con Sean Carlos? Qualcuno (lvrluca) sì: “Ascoltare @ parlare di twitter non ha prezzo. Grazie sean, dall’Aism di milano. :)”
Tags: AISM, milano, Sean Carlos, Twitter
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mag 16th, 2010 by Federica Digiorgio
E questa volta il resoconto sulla cena delle GGD Milano ve lo racconto anche da protagonista! È da più di un anno che partecipiamo assiduamente alle cene organizzate dalle Girl Geek Milano; con enorme gioia e un po’ di emozione, mi hanno chiesto di partecipare con uno speech a quella di venerdì. A breve sarà online la ripresa del mio intervento in cui ho raccontato lo stile CreActive nella realizzazione di un piano di comunicazione digitale: si tratta di un ecosistema che si compone di azioni, canali da presidiare e conversazioni da attivare. Lo speech è dedicato al raviolificio Lo Scoiattolo e alla sua scelta di aprirsi agli spazi social nel web. Peraltro, qualche foodblogger si è mostrata particolarmente interessata a partecipare ad un eventuale evento nelle cucine dell’azienda : )
La formula Ignite è stata formidabile: cinque minuti a testa, slide che scorrevano alla velocità della luce (15 secondi per ognuna), ma un quadro complessivo davvero ampio. Tutti gli speech davvero interessanti (devo ammettere che ce ne sono stati un paio un po’ troppo geek anche per me), ma quelli che mi hanno davvero colpita sono stati quelli di Morena e di Emma, il primo su come costruire una press release online tramite due tools eccezionali, il secondo un approccio ironico e davvero efficace su come imparare a non temere il CSS.
C’è stato il giusto equilibrio tra parte formativa e networking, sono tornata a casa con gadget davvero carini di Dymo, Lei Webe e Wikipedia e ho vinto, su estrazione, la nuova Moleskine Passion. A proposito di estrazione, l’unica nota davvero dolente: Pam e Vale non hanno partecipato al mio primo speech aziendale. Sob.
Grazie a Chiara per la foto! Altre immagini…
Tags: Eventi, GGD#12, ignite, milano, networking, raviolificio Lo Scoiattolo
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apr 18th, 2010 by Federica Digiorgio
Sorprendente l’incontro con Lev Manovich, autore della recente pubblicazione “Software culture” con l’editore Olivares. All’ultimo MTMG, Maria Grazia Mattei conversa con Manovich sul passato, presente e futuro di una trasformazione culturale che richiede un nuovo approccio antropologico. Uno dei temi centrali riguarda il concetto di software, come linguaggio universale che permette nuove visioni, ampliando le prospettive esperienziali dell’uomo. Guardando alla storia, gli inventori di applicazioni ancora in uso sono stati poeti e artisti. È proprio negli anni ‘60-’70 che fioriscono le prime sperimentazioni (ad esempio sketchpad) che faranno da texture per lo sviluppo di tutta la computer grafica, per citare un esempio della software culture. L’approccio proposto da Manovich e sviluppato nell’Università di S. Diego è per la costruzione di nuovi strumenti di analisi, a fronte di nuove domande che possiamo porci. Non è infatti dal milieu degli intellettuali che nascono elaborazioni sulla trasformazione in corso, poiché secondo Manovich usano vecchi linguaggi per descrivere un mondo nuovo. Il software è quindi un nuovo tipo di interfaccia per leggere la cultura e le sue espressioni, in un ambito che ha visto la rottura degli schemi spazio-temporali. Nel mondo odierno, i media sono diventati Metamedia e le culture Metaculture, atte a creare esperienze, contenuti e nuovi strumenti.
Per chi ha avuto l’opportunità di seguire l’incontro, strabiliante il software creato per analizzare l’evoluzione del visual della copertina del Times, dalla prima copia a oggi. La nuvola di microimmagini evidenziava il trend di evoluzione cromatica, simbolo e specchio di ogni momento storico e culturale specifico. Da tempo mi chiedo quali siano gli strumenti per interpretare la cultura digitale e come compiere field research: non ho ancora una risposta, ma la prospettiva che intravedo è creare nuovi strumenti che sappiano codificare e leggere la contemporaneità, integrando punti di vista differenti.
Tags: antropologia, cultura digitale, Eventi, lev manovich, milano, MTMG, new media, software culture
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apr 3rd, 2010 by Pamela Giofrè
Finalmente l’abbiamo trovato! Vi ricordate che io, Fede e Vale qualche tempo fa eravamo alla ricerca di un nuovo spazio cowo? Dopo tanta ricerca abbiamo trovato il nostro posto.
Siamo in Piazza Baiamonti 3, a due passi da Porta Volta, nel palazzo delle “Cento facce”, in condivisione con lo studio di progettazione ARKK.
Lo spazio è meraviglioso, pieno di luce, accogliente e noi ci sentiamo quasi a casa…sarà per questo che la nostra prima riunione nel nuovo ufficio è stata così piena di idee e stimoli!

Allora, è ufficiale: dal 1° Aprile 2010 (e non è uno scherzo!) potete trovarci presso lo studio ARKK, in Piazza Baiamonti 3. Vi aspettiamo!
Tags: arkk, condivisione, cowo
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22 marzo
All’ultima cena Voiello, organizzata nello splendido Spazio Forma, c’eravamo anche noi. Tra foodblogger e curiosi di ascoltare le ricette di Davide Oldani, la sala era piena e il clima davvero piacevole. Oldani ci ha intrattenuto con la descrizione della sua cucina (per chi non lo conoscesse ancora, è uno chef internazionale che ha affiancato anche Marchesi), in particolare la filosofia della sua cucina popolare, di gusto e con una primaria attenzione alle materie prime. Ama definirla una cucina del territorio, di base è legata alle tradizioni lombarde, arricchita da soluzioni da nouvelle cousine. Uno chef che riprende la cucina casalinga e compie una piccola rivoluzione, mantenendo i costi accessibili nel suo ristorante D’O, dove è necessario prenotare almeno con un anno di anticipo. A parte la sgradevole scivolata sul fatto che i ruoli importanti in cucina siano di appannaggio del mondo maschile (Oldani sostiene che sia una professione fisicamente impegnativa), la conversazione con Oldani è davvero appassionante. Mi ha convinta, sarà la mia prossima lettura.
Per concludere la serata, gli chef di Voiello hanno preparato tre piatti di pasta davvero squisiti, accompagnati da un buffet di salumi e formaggi selezionati.
Se qualcuno volesse provare a casa le ricette Voiello, da ieri sul blog c’è anche un e-book disponibile.
Nel frattempo comincio a chiamare per prenotare al D’O…
Tags: cucina, D'O, davide oldani, evento, milano, voiello
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mar 14th, 2010 by Valeria Loretti

Venerdì sera, chi perchè si è prestata ad aiutare il team (Fede), chi perchè grazie al proprio karma geek è stata ripescata all’ultimora dalla lista d’attesa (Vale), eravamo presenti all’incontro n°11 delle Geek Girl Dinner Milano.
Nella splendida cornice dello spazio Fitzcarraldo (nell’immagine in calce alcune delle opere esposte), Microsoft Services, sponsor della serata, ha messo a disposizione alcune postazioni per testare in presa diretta i nuovi prodotti lanciati sul mercato dal colosso americano.
Oltre ad uno stupefacente sistema di multi touch screen, in cui lo schermo può registrare ed interagire con più di una stimolazione tattile per volta, ed alla nuova offerta di server on demand, la nostra attenzione è stata catturata da Windows Seven, il nuovo sistema operativo di casa Microsoft.
Una nota negativa le librerie: bella l’idea di poter raggruppare, senza duplicarli, file dislocati in cartelle diverse, ma poco funzionale se si pensa che, cambiando la posizione del file originale, questo sparisce dalla libreria senza preavviso.
E poi mi sono presa la libertà di lanciare uno spunto per il nuovo Explorer.
Lavorando molto su web, infatti, mi trovo spesso ad avere molte schede aperte contemporaneamente, e a salvare la sessione di navigazione prima di disconnettermi. Peccato che poi, se ho bisogno di navigare solo per cercare un numero di telefono, mi si aprano tutte le schede salvate.
Da qui la mia idea: dare la possibilità di salvare diverse finestre di navigazione, in modo tale che al lancio di una determinata finestra si aprano solo le schede salvate sotto di essa.
Risultato della proposta?
Dina Marinelli è rimasta così colpita che ha promesso di inoltrare l’idea alla casa madre..chissà che non me ne riconoscano la maternità e, come ha scherzosamente suggerito Dina, non decidano di lanciare il “Loretti Browser”!

Irene Germano

Irene Germano
Tags: fitzcarraldo, ggdmilano11, microsoft, windows seven
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feb 27th, 2010 by Federica Digiorgio
Partecipo agli eventi Meet the Media Guru sempre con grande piacere, ma questa volta dev’essere sfuggito qualcosa nella gestione delle iscrizioni.. Seduta a terra nella zona ristorazione dopo essere stata gentilmente invitata a lasciare le scale della sala, comincio ad ascoltare Roger Malina. Astrofisico e ricercatore, la conversazione con il guru si articola tra arte e scienza, in una visione che vuole favorire “la cultura del cambiamento e il cambiamento della cultura”. Ci racconta come l’esperienza di integrazione tra la scienza e l’arte nasca con il Network Leonardo, negli anni ‘60, quando un gruppo di ricercatori si dedica allo studio di questa interazione. Il cuore dell’intervento è legato a cogliere gli aspetti dirimenti dei due approcci: da un lato quello dello scienziato, con le sue regole metodologiche e le strumentazioni tecniche, mezzi che mediano la relazione con il mondo per indagarne i misteri; dall’altro l’artista, che legge la realtà attraverso la percezione dei sensi e l’espressione personale. Se i due approcci sono apparentemente distanti, un percorso per la simbiosi è riconoscere come lo stimolo iniziale, per entrambi, sia la curiosità. La curiosità è sociale, è culturale, è performativa, è un valore che cambia nel tempo. Il contesto in cui il confronto tra arte e scienza diventa ancora più interessante, in una visione del “nuovo rinascimento” capace di integrarle, è sui temi di interesse collettivo, come il cambiamento climatico. Da un lato l’indagine razionale, dall’altro la sperimentazione artistica. La commistione tra gli approcci si incontra nell’obiettivo di dare nuovi significati all’esperienza, per contribuire alla costruzione di un senso comune che si avvalga dei dati della scienza e della espressione dell’arte. La sua visione? Un mondo in cui gli artisti abitino i laboratori e i gli scienziati stiano negli studi, per delineare lo scenario di un vero cambiamento culturale.
Tags: arte, Eventi, meet the media guru, milano, roger malina, scienza, Tecnologia
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gen 22nd, 2010 by Federica Digiorgio
Questo l’invito di Marco Lombardi ai creativi, usando una frase di Steve Jobs. In un momento culturale in cui la comunicazione tende alla destrutturazione del proprio sistema, la critica principale che viene mossa al convegno che si è tenuto allo Iulm è che il crowdsourcing possa rappresentare un nuovo modello di business. Qual è il ruolo del creativo professionista, a dispetto del wannabe che popolano gli spazi web? (Zooppa e BootB per citare i principali, peraltro presenti in aula). Proprio Alessandro Cappellotto di Zooppa indica una via: all’agenzia e al professionista è destinato un ruolo fondamentale, nella capacità strategica di interpretare il valore delle relazioni che si instraurano con un lovebrand. L’identità di marca va costruita con l’esperienza del professionista, e con l’appoggio del brand. Ecco quindi che il crowdsourcing diventa uno strumento per contribuire alle idee e alla relazione, una leva tattica dell’agenzia. In quest’ottica, grazie all’impegno del community manager, lo spazio della partecipazione alla creatività è il terreno ideale per l’inizio dello sviluppo della relazione con il brand. La conversazione verte su temi di interesse indiscusso, con la speranza di Paolo Iabichino che l’agenzia torni ad avere il ruolo di agente culturale. E il nuovo business? Qualcuno dal pubblico suggerisce che sia da cercare nello spazio dei valori etici. Potremmo dire “stay hungry, stay foolish, stay ethical”
Tags: comunicazione, crowdsourcing, Eventi, milano
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gen 19th, 2010 by Pamela Giofrè
Forse spinte dalla marea di propositi che ci siamo poste all’inizio dell’anno, io Vale e Fede abbiamo deciso di cambiare ufficio e ci siamo messe alla caccia di un nuovo spazio in condivisione a Milano. La formula del co-wo ci soddisfa moltissimo, al di là del risparmio - che è importantissimo soprattutto in sede di elaborazione dei preventivi per i clienti ;-)) - ci permette di conoscere tanti bravi professionisti impegnati in diversi campi e la condivisione degli spazi spesso ci aiuta a sviluppare idee e progetti.
Le proposte che abbiamo ricevuto sono molte ma non siamo ancora riuscite a trovare “il nostro posto”…qualcuno vuole aiutarci nella ricerca?
Tags: condivisione, cowo, propositi
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