“Stay hungry, stay foolish”
gen 22nd, 2010 by Federica Digiorgio
Questo l’invito di Marco Lombardi ai creativi, usando una frase di Steve Jobs. In un momento culturale in cui la comunicazione tende alla destrutturazione del proprio sistema, la critica principale che viene mossa al convegno che si è tenuto allo Iulm è che il crowdsourcing possa rappresentare un nuovo modello di business. Qual è il ruolo del creativo professionista, a dispetto del wannabe che popolano gli spazi web? (Zooppa e BootB per citare i principali, peraltro presenti in aula). Proprio Alessandro Cappellotto di Zooppa indica una via: all’agenzia e al professionista è destinato un ruolo fondamentale, nella capacità strategica di interpretare il valore delle relazioni che si instraurano con un lovebrand. L’identità di marca va costruita con l’esperienza del professionista, e con l’appoggio del brand. Ecco quindi che il crowdsourcing diventa uno strumento per contribuire alle idee e alla relazione, una leva tattica dell’agenzia. In quest’ottica, grazie all’impegno del community manager, lo spazio della partecipazione alla creatività è il terreno ideale per l’inizio dello sviluppo della relazione con il brand. La conversazione verte su temi di interesse indiscusso, con la speranza di Paolo Iabichino che l’agenzia torni ad avere il ruolo di agente culturale. E il nuovo business? Qualcuno dal pubblico suggerisce che sia da cercare nello spazio dei valori etici. Potremmo dire “stay hungry, stay foolish, stay ethical”

