Per una nuova visione della cultura digitale
apr 18th, 2010 by Federica Digiorgio
Sorprendente l’incontro con Lev Manovich, autore della recente pubblicazione “Software culture” con l’editore Olivares. All’ultimo MTMG, Maria Grazia Mattei conversa con Manovich sul passato, presente e futuro di una trasformazione culturale che richiede un nuovo approccio antropologico. Uno dei temi centrali riguarda il concetto di software, come linguaggio universale che permette nuove visioni, ampliando le prospettive esperienziali dell’uomo. Guardando alla storia, gli inventori di applicazioni ancora in uso sono stati poeti e artisti. È proprio negli anni ‘60-’70 che fioriscono le prime sperimentazioni (ad esempio sketchpad) che faranno da texture per lo sviluppo di tutta la computer grafica, per citare un esempio della software culture. L’approccio proposto da Manovich e sviluppato nell’Università di S. Diego è per la costruzione di nuovi strumenti di analisi, a fronte di nuove domande che possiamo porci. Non è infatti dal milieu degli intellettuali che nascono elaborazioni sulla trasformazione in corso, poiché secondo Manovich usano vecchi linguaggi per descrivere un mondo nuovo. Il software è quindi un nuovo tipo di interfaccia per leggere la cultura e le sue espressioni, in un ambito che ha visto la rottura degli schemi spazio-temporali. Nel mondo odierno, i media sono diventati Metamedia e le culture Metaculture, atte a creare esperienze, contenuti e nuovi strumenti.
Per chi ha avuto l’opportunità di seguire l’incontro, strabiliante il software creato per analizzare l’evoluzione del visual della copertina del Times, dalla prima copia a oggi. La nuvola di microimmagini evidenziava il trend di evoluzione cromatica, simbolo e specchio di ogni momento storico e culturale specifico. Da tempo mi chiedo quali siano gli strumenti per interpretare la cultura digitale e come compiere field research: non ho ancora una risposta, ma la prospettiva che intravedo è creare nuovi strumenti che sappiano codificare e leggere la contemporaneità, integrando punti di vista differenti.


Cara Federica, molto interessante il tuo post. Anche io sto sviluppando una ricerca proprio in questo ambito, attraverso il lavoro degli artisti che ospito in galleria. Mi farebbe piacere approfondire con te l’argomento. Trovo interessante la prospettiva sul contemporaneo di Agamben, ho un ritorno di fiamma per l’Epoche di Husserl, e altri spunti che mi piacerebbe condividere. Spero a presto, Gloria
Ciao Gloria, ho appena scoperto la tua galleria e non mancherò di venire a vedere il lavoro degli artisti che ospiti. Magari sarà proprio l’occasione per un confronto su questi temi
Buona serata, Fede