Guerra Digitale: primo atto vinto dai grandi della rete
gen 22nd, 2012 by Valeria Loretti
Dopo l’autosospensione del servizio da parte di Wikipedia, la chiusura di Megavideo e Megaupload da parte del Governo Americano, a cui il gruppo di difesa della rete Anonymous ha risposto mandando in down il sito dell’FBI pochi giorni fa, sono scesi in campo addirittura i colossi Google, Facebook, Yahoo e Twitter minacciando di abbassare il sipario (seppur momentaneamente). Domani, lunedì 23 gennaio 2012, infatti, era stato proclamato da parte dei grandi colossi del web uno sciopero totale della durata di 24 ore, come protesta anti SOPA e anti PIPA.
Lo sciopero, che in rete è già stato intitolato il Sopa Strike, mirava a contrastare il progetto di legge SOPA (Stop Online Piracy Act), testo attraverso il quale il governo americano cerca di tutelare gli interessi economici legati alla proprietà intellettuale delle case di produzione discografica e cinematografica. L’obiettivo del SOPA sarebbe quello di censurare i siti che ospitano contenuti accusati di violare il diritto d’autore. Secondo tale progetto a subire le conseguenze della violazione non sarebbe solo il responsabile diretto dell’infrazione (l’utente che carica i contenuti), ma anche il proprietario del dominio dei siti che ospitano i contenuti incriminati.
Sebbene tale intervento sia finalizzato a segnare la fine dell’era della pirateria negli USA, in realtà si rischiano profonde ripercussioni in tutto il mondo, con disagi pratici ed economici nemmeno calcolabili.
Fortunatamente sembra sia bastata l’ipotesi di uno sciopero digitale da parte dei sopracitati Google, Yahoo, Facebook e Twitter per convincere le autorità americane a rimandare tale progetto a data da destinarsi. Sembra infatti che le leggi siano state fermate dagli stessi promotori e che difficilmente l’iter possa essere riavviato nel breve periodo.
Web 2.0 VS Governo: 1 a 0!

