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Potevo scrivere un post sulla Notte dei Pubblivori che quest’anno era in tema ridens per festeggiare i 30 anni (tra l’altro, grazie per il mio ingresso gratuito in quanto almost 30), avrei potuto anche trovare qualche video e pubblicarlo (ma per questo c’è il post di un paio d’anni fa e vi assicuro che non ci sono state clamorose o straordinarie novità), avrei potuto ringraziare gli sponsor (no, quest’anno non ho vinto nulla..posso solo dire che Fiat aveva piazzato una Panda cingolata nella piazza dell’Arcimboldi, forse perchè è “l’auto ufficiale per fare quello che vuoi” e che ho assaggiato bizzarri cioccolatini alla zucca), forse avrei potuto parlare di una nottata intera di spot (ma alle 2 era già tutto finito, e io che mi aspettavo di fare l’alba come nelle migliori tradizioni…). E quindi? Quindi vi regalo una chicca e vi invito a guardare questo video fake di Hutzee Two-Ohi e fate felici i vostri amici!

E la chicca: chi parla di padellina al 1′30″?

Capturing Creativity Donne alla ricerca di occasioni per creare relazioni professionali e condividere progetti imprenditoriali che si incontrano per una giornata di networking strutturata con workshop di tipo operativo: questo è Capturing Creativity, un format ideato da Anna Persson, una svedese oramai completamente inserita nella rete delle donne imprenditrici milanesi e non. Un’intera giornata negli spazi di Kinnarps, show-room di arredamento per ufficio dal raffinato design e dall’ergonomia tipicamente nordica; un’intera giornata dedicata all’incontro che si fa azione, creatività, condivisione, scambio, coaching.. Noi webangels di CreActive Four abbiamo tenuto un workshop dedicato al social media marketing, con un occhio di riguardo alle applicazioni di Linkedin come strumento per il professional networking. Il concetto di networking si è trasformato in pratiche reali per passare rapidamente dall’idea all’azione. Per renderci protagoniste della costruzione di una rete di contatti reali, siamo state guidate da un facilitatore d’eccezione, Sergio Zava, che ha materializzato la rete attraverso l’applicazione della creatività nel suo aspetto più ludico.
Donne, imprenditrici, networking… non potevamo mancare!
Le immagini di Capturing Creativity.

anguriaRingrazio Sean Carlos, docente del corso SEO Antezeta, e Sara Rosso per la splendida organizzazione e la calda accoglienza di una serata davvero friendly. Questo post non parla espressamente di web, ma della piacevole sensazione di una serata in cui, per motivi professionali o personali, il comune denominatore è stato il legame con internet (non a caso il mood della cena era dettato dall’invito W Internet Isola Tex Mex). La passione per il web ha attraversato chiacchiere nutrite di Margarida e Braulio, in un melting pot culturale da cui sono scaturite riflessioni e confronti    sui molti (e belli) progetti in corso. In un clima di calda condivisione, ho scoperto la filosofia dell’appartamento Lago, mi sono addentrata nel mondo del food design, interrogata sulla matrice linguistica di “anguria” e sul perché sia un termine localizzato al nord, concentrato la mia attenzione sul significato affettivo della polpetta e ravvivato un’agave sotto shock.
E l’incredulità di incontrare un’altra antropologa che oggi si occupa di digitale, dove la mettiamo?
Una di quelle serate che ti lasciano davvero un buon sapore.
E anche un libro su Javascript tra le mani.
Grazie.
ps. anguria ha un’origine greco-bizantina, cocomero invece latina.

Causa problemi tecnici (il server ci ha letteralmente abbandonato!) il consueto appuntamento del martedì mattina con la diretta sulla web radio MammeInRadio rischiava di saltare! Ma come si dice: “a mali estremi, estremi rimedi”, quindi abbiamo registrato la puntata che andrà in onda domani o dopo. Che ci facevo lì? La mia amica Elena Salomoni, brillante fondatrice e creatrice della web radio in questione, mi ha invitata come ospite in qualità di…mamma (nonchè mamma-blogger)! Lo devo ammettere: al di là della mia nota passione per la radio (web o no che sia!), l’emozione che ho provato durante la trasmissione è stata immensa! Sarà perchè adoro condividere l’esperienza quotidiana della mia nuova vita con il mio bambino, sarà perchè ho apprezzato molto il confronto con gli altri ospiti in studio. In particolare Federico, ideatore e fondatore del portale del papà paternitàoggi che mi ha fatto riflettere su alcune dinamiche che inevitabilmente scattano in una coppia dopo la nascita di un figlio, ma anche elisabetta setnikar, mamma alla terza nonchè scrittrice per hobby, che mi ha incuriosito già con il titolo del suo nuovo libro perchè sembra quasi cucito addosso a me…
Che dire, meglio di così non poteva andare!

polacy_malinowski11Quando studiavo Malinowski e le forme di scambio cerimoniale delle isole Trobriand sui libri di antropologia economica, non pensavo che avrei assistito ad un incontro chiamato social money. Ormai il termine social attraversa il nostro linguaggio e i nostri comportamenti; ed è un concetto che sta trovando applicazioni concrete in vari campi, compresa l’economia. Ecco perché mi sono appassionata all’incontro a The Hub, un luogo davvero meraviglioso “per chi vuole cambiare il mondo”. Posso darvi le mie impressioni solo su due dei tre interventi: purtroppo mi sono persa lo speech di presentazione di Blomming (mi dispiace davvero, Alberto). Ma la serata è stata comunque ricca di spunti: Paolo Rossi ci ha descritto le dinamiche della rete GAS (i gruppi di acquisto solidali) che arrivano a muovere ogni anno un’economia pari a quasi 100 milioni di euro. E poi la presentazione di  Prestiamoci, un progetto di finanziamento innovativo. L’aspetto più interessante è che nel processo economico viene coinvolta anche una valutazione collettiva sulla reputazione sia dei prestatori che di coloro che presentano un progetto: gli elementi centrali sono la fiducia, la condivisione e l’appartenenza ad una comunità di prestiti tra persone. Mi sento davvero come Bronislaw quando scoprì che il sistema di scambio simbolico di doni legava le isole Trobriand era fortemente legato allo sviluppo e al mantenimento della fiducia, grazie all’attivazione di determinate forme di solidarietà sociali. (Argonauti del pacifico occidentale - 1922).
Sono convinta che ci fosse stata Internet, si sarebbe occupato di interpretare il social..

Sean Carlos by AISMQuesto è l’incipit dell’incontro di formazione con Sean Carlos di Antezeta all’ultimo aperitivo di AISM prima della pausa estiva, citando il tweet di un dipendente di Google. La sala è folta e, proprio con la stessa curiosità degli adolescenti, siamo in molti a voler scoprire qualcosa di più su Twitter: la domanda di Sean è infatti “‘E’ tutto oro quello che luccica?”. Tra le varie funzioni di Twitter, guardiamo insieme anche i vari strumenti che ne facilitano l’uso, come Tweet Deck disponibile per desktop, Iphone e Ipad, ottimo per distribuire su liste diverse i nostri contatti. Stiamo parlando di un canale, Twitter, su cui ogni giorno vengono compiute 6 milioni di ricerche: una cifra imponente, seconda soltanto all’imperatore dei motori di ricerca Google. Un altro dato interessante riguarda l’uso da mobile in Italia: per quanto sia ancora bloccato dai gruppi di TLC l’utilizzo libero dal cellulare come testo di un SMS, il 37 % degli utenti tweetta dal proprio cellulare. Tra i migliori esempi di utilizzo, chi cura  già un profilo (aziendale o personale) sa come sia diventato uno strumento di divulgazione dei contenuti delle conferenze, grazie all’uso di # seguito dal codice dell’evento specifico ma ho una domanda: c’è stato qualcuno che ha tweettato l’incontro con Sean Carlos? Qualcuno (lvrluca) sì: “Ascoltare @sean_it parlare di twitter non ha prezzo. Grazie sean, dall’Aism di milano. :)”

E questa volta il resoconto sulla cena delle GGD Milano ve lo racconto anche da protagonista! È da più di un anno che partecipiamo assiduamente alle cene organizzate dalle Girl Geek Milano;  con enorme gioia e un po’ di emozione, mi hanno chiesto di partecipare con uno speech a quella di venerdì. A breve sarà online la ripresa del mio intervento in cui ho raccontato lo stile CreActive nella realizzazione di un piano di comunicazione digitale: si tratta di un ecosistema che si compone di azioni, canali da presidiare e conversazioni da attivare. Lo speech è dedicato al raviolificio Lo Scoiattolo e alla sua scelta di aprirsi agli spazi social nel web. Peraltro, qualche foodblogger si è mostrata particolarmente interessata a partecipare ad un eventuale evento nelle cucine dell’azienda : )
La formula Ignite è stata formidabile: cinque minuti a testa, slide che scorrevano alla velocità della luce (15 secondi per ognuna), ma un quadro complessivo davvero ampio. Tutti gli speech davvero interessanti (devo ammettere che ce ne sono stati un paio un po’ troppo geek anche per me), ma quelli che mi hanno davvero colpita sono stati quelli di Morena e di Emma, il primo su come costruire una press release online tramite due tools eccezionali, il secondo un approccio ironico e davvero efficace su come imparare a non temere il CSS.
C’è stato il giusto equilibrio tra parte formativa e networking, sono tornata a casa con gadget davvero carini di Dymo, Lei Webe e Wikipedia e ho vinto, su estrazione, la nuova Moleskine Passion. A proposito di estrazione, l’unica nota davvero dolente: Pam e Vale non hanno partecipato al mio primo speech aziendale. Sob.

Grazie a Chiara per la foto! Altre immagini…

Sorprendente l’incontro con Lev Manovich, autore della recente pubblicazione “Software culture” con l’editore Olivares. All’ultimo MTMG, Maria Grazia Mattei conversa con Manovich sul passato, presente e futuro di una trasformazione culturale che richiede un nuovo approccio antropologico. Uno dei temi centrali riguarda il concetto di software, come linguaggio universale che permette nuove visioni, ampliando le prospettive esperienziali dell’uomo. Guardando alla storia, gli inventori di applicazioni ancora in uso sono stati poeti e artisti. È proprio negli anni ‘60-’70 che fioriscono le prime sperimentazioni (ad esempio sketchpad) che faranno da texture per lo sviluppo di tutta la computer grafica, per citare un esempio della software culture. L’approccio proposto da Manovich e sviluppato nell’Università di S. Diego è per la costruzione di nuovi strumenti di analisi, a fronte di nuove domande che possiamo porci. Non è infatti dal milieu degli intellettuali che nascono elaborazioni sulla trasformazione in corso, poiché secondo Manovich usano vecchi linguaggi per descrivere un mondo nuovo. Il software è quindi un nuovo tipo di interfaccia per leggere la cultura e le sue espressioni, in un ambito che ha visto la rottura degli schemi spazio-temporali. Nel mondo odierno, i media sono diventati Metamedia e le culture Metaculture, atte a creare esperienze, contenuti e nuovi strumenti.
Per chi ha avuto l’opportunità di seguire l’incontro, strabiliante il software creato per analizzare l’evoluzione del visual della copertina del Times, dalla prima copia a oggi. La nuvola di microimmagini evidenziava il trend di evoluzione cromatica, simbolo e specchio di ogni momento storico e culturale specifico. Da tempo mi chiedo quali siano gli strumenti per interpretare la cultura digitale e come compiere field research: non ho ancora una risposta, ma la prospettiva che intravedo è creare nuovi strumenti che sappiano codificare e leggere la contemporaneità, integrando punti di vista differenti.

Finalmente l’abbiamo trovato! Vi ricordate che io, Fede e Vale qualche tempo fa eravamo alla ricerca di un nuovo spazio cowo? Dopo tanta ricerca abbiamo trovato il nostro posto.
Siamo in Piazza Baiamonti 3, a due passi da Porta Volta, nel palazzo delle “Cento facce”, in condivisione con lo studio di progettazione ARKK.

Lo spazio è meraviglioso, pieno di luce, accogliente  e noi ci sentiamo quasi a casa…sarà per questo che la nostra prima riunione nel nuovo ufficio è stata così piena di idee e stimoli!

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Allora, è ufficiale: dal 1° Aprile 2010 (e non è uno scherzo!) potete trovarci presso lo studio ARKK, in Piazza Baiamonti 3. Vi aspettiamo!

22 marzo
All’ultima cena Voiello, organizzata nello splendido Spazio Forma, c’eravamo anche noi. Tra foodblogger e curiosi di ascoltare le ricette di Davide Oldani, la sala era piena e il clima davvero piacevole. Oldani ci ha intrattenuto con la descrizione della sua cucina (per chi non lo conoscesse ancora, è uno chef internazionale che ha affiancato anche Marchesi), in particolare la filosofia della sua cucina popolare, di gusto e con una primaria attenzione alle materie prime. Ama definirla una cucina del territorio, di base è legata alle tradizioni lombarde, arricchita da soluzioni da nouvelle cousine. Uno chef che riprende la cucina casalinga e compie una piccola rivoluzione, mantenendo i costi accessibili nel suo ristorante D’O, dove è necessario prenotare almeno con un anno di anticipo. A parte la sgradevole scivolata sul fatto che i ruoli importanti in cucina siano di appannaggio del mondo maschile (Oldani sostiene che sia una professione fisicamente impegnativa), la conversazione con Oldani è davvero appassionante. Mi ha convinta, sarà la mia prossima lettura.
Per concludere la serata, gli chef di Voiello hanno preparato tre piatti di pasta davvero squisiti, accompagnati da un buffet di salumi e formaggi selezionati.
Se qualcuno volesse provare a casa le ricette Voiello,  da ieri sul blog c’è anche un e-book disponibile.
Nel frattempo comincio a chiamare per prenotare al D’O…

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